sabato 10 ottobre 2009

il biscotto

In questo momento, se mi capita di avere molta paura, invece che disperarmi, riesco ad osservare e osservarmi.
La paura mi ha condotto per due volte ad uno stesso punto, come mi avesse presa per mano e mi avesse mostrato una parte di me.
E' una parte in cui ci dovrebbe essere un qualcosa di solido, come un ponticello di un materiale resistente, che sappia resistere agli urti e che possa sosterenere i pesi. Invece qui c'è come un biscotto, un savoiardo friabile. Sta su, ma se dovesse passarci qualcosa di pesante sopra, si sgretolerebbe immediatamente.
In passato, quando doveva essere costruito il ponte solido, non ho avuto il materiale giusto a disposizione. Potrò ricostruirlo ora?
Ho come l'impressione che anche solo aver trovato quel punto debole sia già un primo passo per la ricostruzione.

lunedì 28 settembre 2009

Allo specchio

Ho trovato un modo per guardarmi con "compassione amorevole", per osservare i miei comportamenti e accettarli, per vedere la mia debolezza e accoglierla in un abbraccio di tenerezza.
Ho cominciato a guardarmi allo specchio, e lo specchio sono altre donne, simili a me.

sabato 5 settembre 2009

Cambiare

Finalmente ho la sensazione di essere arrivata a un nodo da sciogliere, dopo tanto cercare, dopo tanto tentare di distinguere un filo dall'altro, un pensiero da un altro nel mezzo di un groviglio, finalmente ho trovato "il problema", o meglio.... un problema.

Appena fatta la scoperta ho avuto la sensazione di dover agire: ora che l'ho trovato, il nodo va sciolto. Ma come?

Il buono di aver raggiunto consapevolezza della causa di tanti miei comportamenti che mi portano a essere profondamente insoddisfatta, è che riesco a osservarmi come fossi all'esterno di me stessa e quindi a vivere senza essere continuamente in balia di sentimenti che mi spaventano, riuscendo allo stesso tempo a farli comunque fluire.

Ora non mi resta altro da fare che accettare: accettare me stessa.

Come si fa? Dovrei prima conoscermi davvero, penso.... e anche questo è difficile.
E' difficile distinguere me stessa da tutto il resto, da tutte le immagini false di me che ho costruito nel tempo. Cosa è autentico e cosa no? Tento di osservarmi, di vedere cosa causa i miei comportamenti, ma è difficilissimo.
Come si fa a vivere senza alcun condizionamento? Bisogna partire lontano lontano?
Non lo so.

Però, forse può apparire strano, o almeno io non me l'aspettavo: mi sento bellissima.
Non quando mi guardo allo specchio, mi sento bellissima quando vivo.

venerdì 17 luglio 2009

I racconti della nonna (2)

La nonnina sta invecchiando e trova conforto nel raccontare dei tempi passati e a me conforta ascoltare. Ci sono un sacco di storie interessanti, di persone che non ci sono più, se non nella sua memoria e in quella di qualche altra vecchietta.
Qualche storia vorrebbe metterla per iscritto, così l'abbiamo ripresa con la telecamera mentre la raccontava, come la racconta sempre, in modo che io possa poi riportare su carta proprio quelle parole.
Spenta la telecamera e rimaste io e lei da sole mi ha raccontato altre storie, vecchie e nuove, e io avrei voluto che ci fosse ancora la telecamera a riprenderla, per catturare e conservare quei momenti. Ma poi ho capito che dovrà essere la mia memoria a conservarli, trasformandoli con le emozioni legate a lei.
Voglio provare a scrivere almeno qualche episodio, qualcun'altro nella famiglia comincia a interessarsi. Ci sarebbe così tanto da dire sulla sua vita.
Ma come faccio a descrivere quelle espressioni degli occhi? quei sorrisi divertiti che fa quando le tornano in mente degli episodi comici, come di quando i suoi genitori si erano finalmente sposati in chiesa (dopo che, in "segreto" erano nate due figlie e c'era il terzo in arrivo) e all'uscita della messa, lei e la sorellina li avevano sbugiardati davanti a tutti chiamandoli "mamma! papà!".
Oppure vorrei riportare di come finge di non ricordare i particolari di certe storie, per non infangare la memoria di persone morte da anni ed anni, donne che si sono innamorate e hanno avuto un figlio con un amante già sposato, o con uno della servitù. Che poi alla fine ci racconta tutto, con nomi, cognomi e peccati vari.
I suoi occhi sono aperti e vedono noi, nipoti e figli che la ascoltiamo, ma sembrano guardare ad altri tempi e osservare altri visi, come quello della sua mamma che canta l'amore per il suo papà.

lunedì 22 giugno 2009

I racconti della nonna

Sabato scorso ho visto uno spettacolo di un'artista che si chiama Rossella Faa.
Rossella è una cantante che ha da poco pubblicato un album insieme ad altri due musicisti: un album di canzoni che raccontano storie della Sardegna.
In alcune canzoni Rossella riporta i racconti che le fece sua nonna, riuscendo a trasmettere quel caratteristico fascino magico che solo i racconti delle nonne hanno.
Si tratta di quel genere di racconti che i bambini ascoltano a bocca aperta, e che le nonne recitano sempre uguali, sempre con le stesse parole e con lo stesso ordine e che riguardano il loro passato.
Anche Ascanio Celestini fa spesso spettacoli con "testi" del genere, puntando proprio su quelle parole, quelle che vengono ripetute sempre uguali, quei suoni che entrano nella memoria e che si tramandano di generazione in generazione.
Anche mia nonna mi racconta spesso delle storie di quando era giovane, o di quando mia mamma era bambina: come di quando le avevano diagnosticato la peste nera ma era guarita dopo che un frate le aveva fatto visita, o come di quando aveva fatto la visita dal ginecologo perchè dopo pochi mesi di matrimonio non era ancora rimasta incinta, o come quando aveva visto un giovane morire davanti a lei a causa di una bomba....
Vorrei che le sue parole rimanessero per sempre, perchè mentre le ascolto mi sembra che il tempo si fermi e posso rivivere quelle memorie con i suoi occhi, immagine per immagine, suono per suono, emozione per emozione.

martedì 9 giugno 2009

La fatica fisica

Il lavoro che faccio è essenzialmente di tipo intellettuale: sto tutto il giorno seduta davanti allo schermo di un computer.
Nelle scorse settimane mi è capitato di dovermi spaccare la schiena per un trasloco e pulizie annesse. Finalmente un po' di fatica fisica.

Ho dovuto constatare un miglioramento straordinario del mio umore!
In effetti ero talmente presa dal lavoro e dai suoi risultati da avere tutte le energie impegnate in qualcosa di pratico e materiale. I pensieri negativi non hanno avuto spazio. Che magnifica sensazione!

Una soluzione piuttosto semplice per poter avere dei momenti di calma.

Sperando che la mia pigrizia non abbia la meglio.

giovedì 16 aprile 2009

SONO CATTIVA!


Accettare i miei difetti è, banalmente, difficilissimo.

Sono debole, egoista e rompicoglioni.
Ho bisogno di avere sotto controllo tutto e tutti e mi faccio guidare più dalla paura di soffrire che da ciò che è giusto.

Un vero angelo :-D